Copparoni, uno dei più bravi “numero 12” italiani…

E’ nato a San Gavino Monreale, vicino a piccoli centri sardi noti agli sportivi più attenti di Viterbo per averli visti giocare contro la Viterbese, come Sanluri, Guspini, Villacidro. Prodotto del vivaio del Cagliari, fece anticamera avendo avanti a sè due maestri come Enrico Albertosi e Adriano Reginato. Ritiratosi il secondo, e approdato l’azzurro Ricky al Milan al termine della stagione 73- 74, la società sarda scelse un portiere di esperienza come William Vecchi, al fine di non bruciarlo prematuramente. L’anno dopo un imprevisto infortunio di Vecchi cambiò le gerarchie tra i pali e Renato Copparoni (classe 52) diventa titolare malgrado la squadra retrocesse in serie B. Confermato per la stagione successiva, ebbe modo di riscattarsi portando con le sue parate il Cagliari agli spareggi promozione con Pescara e Atalanta, da noi allora seguita ed anche commentata con un articolo Amarcord su questo giornale.
Nel 78- 79 la scelta di tornare nella massima serie per fare il portiere di riserva nel Torino. Tanti anni di panchina come secondo di Giuliano Terraneo prima e Silvano Martina poi, con solo 4 presenze in 7 campionati. Durante la stagione 1985-86 un infortunio di Martina gli diede la possibilità di tornare a giocare con più continuità totalizzando 21 presenze. Ebbe pure l’occasione di debuttare da titolare a 35 anni in Coppa Uefa. Un infortunio nel derby a causa di uno scontro di gioco con l’ex granata Aldo Serena lo costrinse a finire la stagione in anticipo. L’anno dopo si trasferì al Verona per fare “da balia” al compianto Giuliano Giuliani, collezionando una sola presenza in campionato prima dell’addio all’attività agonistica nel 1988.

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