IL GIAPPONE CHE AVREBBE DOVUTO AVERE LE OLIMPIADI …

Per onorare la cerimonia – che doveva essere – come si deve il Giappone ha reso il 23 luglio 2020 una festa nazionale, scuole e uffici sono chiusi. Ma nella realtà è stata una giornata paradossale in cui c’è la vacanza ma non la ragione per festeggiare.  Per mesi i non Giapponesi non hanno capito se sarebbero stati riammessi in Giappone una volta usciti: i decreti e gli uffici competenti si sono mantenuti sul vago facendo capire che tutto poteva essere.  

La strada rimane complicata, priva di punti di riferimento, architettonici e naturali: una distesa di strade, incroci, capannoni e negozi tutti uguali, konbini (i minimarket che vendono di tutto). Anche dopo una gita di mezza giornata, rientrare a Tokyo e vedere le stazioni della metro e poi della linea Yamanote  dà una sensazione piacevole e un po’ inaspettata. Poi ci sono gli allenamenti con la squadra di baseball e la ricerca quasi ossessiva di un po’ di Mediterraneo a Tokyo e dintorni. Passeggiare nel verde dei parchi, preparare insalate di pomodori, grigliare qualsiasi cosa in terrazzo, preparare la granita. E Il Giappone del COVID, quello che doveva avere le Olimpiadi, s’improvvisa così, al posto dei cinque cerchi olimpici …

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