SCRIVERE DI SPORT, APPUNTI E SPUNTI …

Le sensazioni piacevoli, anche il potere antidepressivo, ché ti fa aumentare la serotonina in circolazione. Ho anche scoperto una cosa curiosa, riguardante l’ISBN.

Il codice ISBN (dall’inglese International Standard Book Number) è una stringa di 13 cifre, suddivise in 5 settori, praticamente l’identificativo del libro, che lo fa “esistere” a tutti gli effetti, culturalmente e giuridicamente. L’Accademia Barbanera ha rinnovato il proprio parco codici e a “Caro Sport…” è toccato il numero uno. Prendiamolo come segno di buon auspicio!

Non immaginavo fino in fondo che scrivere questo libro sarebbe stata pure una validissima esperienza professionale. In molti casi ho scoperto – anche a distanza di tanti anni – alcuni personaggi e alcuni eventi che non avevo avuto il tempo adeguato per approfondire.

Avendo seguito contemporaneamente il calcio, praticamente a tempo pieno, ero stato costretto a sacrificare altri aspetti, non possedendo il dono dell’ubiquità.

Ho potuto rendermi conto che molti personaggi della Tuscia, anche in giro per l’Italia, erano cresciuti e avrebbero meritato maggiore attenzione da parte di tutti noi. Gente giovane, ad esempio, come Francesca Moretti nella Pallavolo o Alessandro Lupino nel motocross, carriere e storie che lasceranno il segno negli annali delle prossime generazioni.

Così come le hanno lasciate in noi le conoscenze sviluppate in questa occasione, lo stimolante percorso di mettere insieme il materiale da cui far nascere il libro.

E’ stato molto bello, ad esempio, comunicare con una campionessa eccelsa come Linnell Jones, dall’altra parte dell’oceano, pur con la enorme difficoltà che lei riusciva a scrivere pochissimo in italiano e io anche meno in inglese.

E spesso, pensando a questo, all’America e al Basket, ho rielaborato il pensiero di un enorme sportivo, di un atleta ineguagliabile, Michael Jordan, campione di livello stratosferico.

Anche perché questo “passaggio” mi aveva colpito molto in occasione di un convegno di psicologia tenuto da mia figlia Eleonora qualche anno fa.

“Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.”

Meravigliose! Avrei voluto scriverle io queste parole, ma alla fine son felice anche solo di averle lette.

CLAUDIO DI MARCO

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