SCOMPARSO CLAUDIO LOLLI, UNO DEI CANTAUTORI PIU’ IMPEGNATI E ANTICONFORMISTI …

Il bolognese Claudio Lolli, un artista “forse troppo dimenticato”. Classe 1950, da professore liceale fu spronato ad intraprendere la strada del cantautorato da Francesco Guccini. Mosse i primi passi nella famosa Osteria della Dame a Bologna fino ad arrivare alla firma del contratto discografico con la Emi tramite Guccini. Nella sua carriera produsse circa una ventina di album, tra di essi il suo primo disco nel 1972 Aspettando Godot fu uno dei più chiari cenni dell’interesse dell’autore, ovvero quello di sottolineare la protesta giovanile e dargli voce. Claudio Lolli verrà per questo ricordato come il “poeta del Movimento”  in quanto si rivelò subito come un artista in grado di esprimere il suo pensiero verso i problemi della società. Secondo quanto affermato in un’intervista la musica gli aveva salvato la vita dalla banalità. Per Lolli essa ha uno scopo: “cercare di guardare la realtà con occhi diversi e raccontarla”.

Da ricordare Un uomo in crisi. Canzoni di Morte. Canzoni di vita, secondo album del cantautore uscito nel 1973, in cui il suo stile e le sue idee erano perfettamente legate al clima dell’epoca. Un successo che conteneva il titolo destinato ad Antonio Gramsci in “Quello lì” e  con “Morire di leva” un chiaro inno anti militare. La cornice del ’70 fu il terreno fertile per il suo successo, diventando così uno dei più attivi ed apprezzati cantautori del tempo. In Canzoni di rabbia del 1975, Claudio Lolli riuscì a discutere senza mezzi termini i contenuti attuali del suo periodo come: emarginazioni sociali, disuguaglianze e tumulti. L’artista segnò un grande successo nella discografia italiana degli anni settanta, ridefinendo il suo stile ed i temi a lui attribuiti, con canzoni come “Ho visto anche degli zingari felici (1976)”. Proprio in quella data conobbe sua moglie Marina, che non avrebbe più lasciato. Dopo il matrimonio ebbero due figli Tommaso e Federico. Ma come afferma la moglie in un’intervista “la vita artistica era solo sua”.

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