portiere

Dagli anni settanta in poi, da Restani in poi, ad una ventina di stagioni dopo, quando tra i pali si alternavano i due giovanissimi Albergo e Caso, quest’ultimo ragazzo di Bracciano che aveva frequentato l’Istituto professionale a Viterbo.

Passando per Colavetta, portiere toscano che sembrava indossare lo smoking tra i pali, tanto dava l’impressione dell’eleganza. Retrocesse con la Viterbese e in una delle ultime gare decisive in casa si trovò di fronte l’esperto Gaetano Salvemini, che batteva il rigore per l’Empoli. Forse fu solo una sensazione di molti tifosi che erano dietro la porta, ma il regista avversario – che poi fece l’allenatore a buoni livelli – sembrò voler accennare dove intendesse calciare il penalty. Colavetta, invece, si buttò dalla parte opposta.

Ci sono stati anche due stranieri, un Belga e un Francese. Basso indossò la maglia numero uno nel 2001. Con alterne fortune, un po’ la stessa cosa che capitò a Grandclement, il quale, i mezzi tecnici li aveva, ma capitò, forse, nel momento sbagliato, in serie D, nel 2011.

 

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