LO SGUARDO DI TOTO’ SCHILLACI…

Lo sguardo “spiritato” di Totò Schillaci aveva esaltato le notti magiche, mentre si affacciava nella vita di tutti uno strano aggeggio – chiamato telefonino o cellulare – che cambierà il mondo. Non servirà più il vecchio gettone con in mano il quale si andare a cercare una cabina del telefono per telefonare a casa o per dettare il pezzo al giornale.

Nel Paese diventa un vero evento imperdibile il Festivalbar e prendono piede i veri tormentoni dell’estate, “Sotto questo sole”, “Quattro amici”, “Mare mare”, etc. Diventa addirittura un caso nazionale il dilemma se far disputare l’ennesima finale della manifestazione canora all’Arena di Verona, considerandolo un matrimonio quasi blasfemo, tra canzoni e cultura.

Nella Tuscia, però, cambia poco. Almeno inizialmente, prima che la “storia” gialloblu si impenni, modificando decisamente la propria fisionomia.

I soliti problemi. Si susseguono al timone della società personaggi che, nella migliore delle ipotesi, non risultano essere all’altezza di una gestione finanziaria che possa costruire un presente accettabile e garantire un futuro gratificante.

DAL LIBRO “QUANDO I CALCIATORI AVEVANO I BAFFI”

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