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VITERBO – Era l’otto di marzo, quando la Viterbese giocò la sua ultima partita al Rocchi, a porte chiuse. La situazione non è cambiata e, sempre a porte chiuse, Bensaja e compagni ospitano stasera l’Avellino, dell’ex Totò Di Somma che vinsero lo scorso anno. Le quote delle scommesse privilegiano un pareggio, ma è un risultato, questo, che non accontenta – almeno in partenza – il team gialloblu, a cominciare dal presidente Marco Arturo Romano.
MAURIZI. “L’Avellino ha giocato solo dieci minuti nello scorsa gara – dice l’allenatore Agenore Maurizi – ma non si può mai sapere se questo rappresenti un vantaggio o uno svantaggio: solo a partita conclusa si capirà in che modo aveva inciso. Un mio principio saldo è di vivere sul presente senza crearsi aspettative: andiamo in campo per dare il miglio, senza pensare troppo a chi abbiamo di fronte e alle sovrastrutture mentali. Abbiamo un’ottima squadra, a prescindere dai contrattempi che abbiamo avuto, per cui possediamo la giusta autostima, la forza di credere in quello che facciamo. Sta a noi decidere se vogliamo essere attori principali o comparse”.

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