LA ROVESCIATA DI CANTARUTTI E LA RETE ANNULLATA …

Nel’84 al Cibali fu realizzato uno dei più bei gol annullati nella storia della serie A.

Aldo Cantarutti, centravanti del Catania, nel febbraio 1984, mise a segno una straordinaria rete contro il Milan, incredibilmente annullata. La sua spettacolare rovesciata lasciò di sasso il portiere rossonero Piotti: palla spiovente in area, stop di petto, controllo di coscia e girata al volo. Che gol! Dopo un capolavoro simile, l’intero stadio Cibali sembrò esplodere come l’Etna. Coordinazione perfetta, come il palleggio e la scelta di tempo, Franco Baresi riuscì appena ad abbozzare il contrasto. Il pallone concluse la sua traiettoria alle spalle dell’estremo difensore milanista.

Il fotogramma della sforbiciata di Cantarutti da stilizzare e tramandare ai posteri, come l’immagine di Parola immortalata dalle figurine Panini. Ed invece, tomo tomo…cacchio cacchio, l’arbitro romano Benedetti, anziché indicare il centrocampo, si fermò nell’area rossonera con il braccio alzato. 

La magnifica rete di Cantarutti era stata annullata. Un capolavoro sfregiato. Mancavano sette minuti alla fine della partita. I giocatori rossazzurri protestarono in modo veemente, alcuni tifosi catanesi invasero il rettangolo di gioco. Chinellato, Bilardi e il brasiliano Pedrinho furono i primi a tampinare il direttore di gara. Baresi, Tassotti, Filippo Galli ed Evani (future pedine inamovibili del Milan stellare di Sacchi e Capello) restarono in silenzio mentre Piotti, rianimato dalla decisione dell’arbitro, rimise subito la palla in gioco. Quel pomeriggio, di clamoroso al Cibali vi fu solo l’abbaglio del direttore di gara, la scriteriata ed ingiusta decisione di Benedetti che penalizzò una squadra già spacciata, malinconicamente ultima in classifica ed avviata a retrocessione certa.

Per riportare la calma, in campo dovettero entrare anche i carabinieri. Il portiere Sorrentino, tra i migliori giocatori nella trionfale stagione catanese 82/83, si fece di corsa tutto il campo, urlando all’arbitro la sua delusione per la rete annullata. Cantarutti rimase al limite dell’area di rigore rossonera, incredulo e con le mani sui fianchi. Dava l’impressione di un bambino che aveva appena visto volare, irrimediabilmente, il palloncino compratogli dal nonno per la festa del santo patrono.

Giocate simili capitano, se capitano, una sola volta nella carriera di un giocatore, specialmente se non si tratta di un campione. E Aldo, friulano nato a Manzano ventisei anni prima, cresciuto nelle giovanili del Toro, non era un fuoriclasse ma solo un discreto attaccante dal fisico possente. Quel gol lo avrebbe consegnato alla storia del calcio e a tutte le antologie di football ed invece finì nella sezione meno nobile delle opere accantonate. Dopo una lunga interruzione, Catania-Milan potè riprendere, volgendo al termine sul risultato di parità. L’arbitro Benedetti, protagonista dell’assurda decisione e di una direzione di gara ben al di sotto della mediocrità, rassegnò le dimissioni dal settore arbitrale. I tafferugli dei tifosi etnei furono sanzionati con quattro giornate di squalifica dello stadio Cibali.

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