L’ESORDIO DI FIMIANI IN SERIE A …

All’inizio della stagione 1992-93, l’allora tecnico romanista Vujadin Boskov aggrega Fimiani alla prima squadra: sarà lui il terzo portiere alle spalle di Giovanni Cervone e di Giuseppe Zinetti, estremi difensori esperti e carismatici e dai quali il giovane atleta di Viterbo non potrà che imparare tanto anche solo durante gli allenamenti. La Roma è una compagine costruita per conquistare un posto in Coppa Uefa in campionato, ben figurare nella stessa competizione europea ed arrivare il più in alto possibile in Coppa Italia, possibilmente vincerla ed aggiungere un altro trofeo in bacheca, lo stesso già vinto appena due stagioni or sono allorquando i giallorossi vinsero la Coppa Italia nella doppia finale contro i neo campioni d’Italia della Sampdoria.

Ma l’inizio di annata è pieno di alti e bassi, anzi, in campionato la formazione capitolina arranca e Boskov viene più volte messo in discussione. Anche i portieri fanno discutere: a Cervone viene imputato l’immobilismo nei gol subiti in casa contro il Brescia che hanno permesso ai lombardi di espugnare l’Olimpico 3-2, a Zinetti una certa passività nel colpo di reni che non impedisce all’incornata di Paul Gascoigne di insaccarsi alle sue spalle determinando il pareggio della Lazio nel derby a cinque minuti dal 90′. Una settimana dopo, il 6 dicembre 1992, la Roma ospita il Parma per la 12.ma giornata: il clima allo stadio è pesante, i tifosi sostengono la squadra ma mugugnano al primo passaggio impreciso, facendo di conseguenza innervosire ed irrigidire anche i calciatori. Fra il 30′ ed il 40′ del primo tempo, Zinetti litiga con l’arbitro torinese Trentalange che prima lo ammonisce e poi lo espelle: Roma in dieci uomini, Cervone è infortunato, Boskov sostituisce il difensore Garzya e manda in campo Fimiani che a 19 anni ed 11 mesi fa il suo esordio in serie A. Il ragazzo deve contenere tutta l’emozione del debutto e concentrarsi solo sul campo, perché la partita è dura e complicata, la Roma soffre e dovrà affrontare tutto il secondo tempo in inferiorità numerica.

Difficile rimanere lucidi e concentrati quando a neanche vent’anni si è catapultati in una gara importante di serie A davanti a quasi 50 mila spettatori e in una situazione ambientale non rosea. Fimiani reagisce con freddezza, pensa a fare quello che sa fare, ovvero il portiere, gli attaccanti del Parma gli danno anche una mano e sbagliano gol a ripetizione, poi quasi al 90′ Rizzitelli beffa la difesa emiliana realizzando il gol partita che rende ancor più speciale il debutto di un portiere che fila dritto sulle prime pagine di tutti i giornali del giorno dopo. Una settimana più tardi, però, nonostante la squalifica di Zinetti, nei giallorossi torna a disposizione Cervone che si riprende così il posto da titolare e Fimiani fa la spola tra panchina e tribuna fino alla fine di maggio, nelle due settimane che sembrano poter essere la svolta della sua ancor giovane carriera. La Roma, infatti, elimina il Milan degli Invincibili di Fabio Capello in una movimentatissima semifinale di Coppa Italia che vede protagonisti, seppur indirettamente, i portieri: nella gara di andata allo stadio Olimpico i rossoneri schierano Fabio Cudicini, colpevole nel 2-0 romanista dell’argentino Caniggia che lo beffa con un pallonetto, mentre al ritorno a brillare in positivo è Giovanni Cervone che proprio al 90′ para il calcio di rigore calciato da Papin e che avrebbe potuto portare la gara ai supplementari; vince invece il Milan solo per 1-0 e la Roma vola in finale dove però, per un’incredibile segno del destino, sia Cervone che Zinetti saranno squalificati e toccherà così a Patrizio Fimiani difendere la porta giallorossa nella doppia finale contro il Torino.

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