COSI’ INIZIO’ IL CORRIERE DI VITERBO…

Alla fine del decennio – quello degli anni ottanta – si affacciò sulla piazza dell’informazione – e quindi anche dello sport e della Viterbese – una realtà muova, che, in qualche modo, finì per cambiare ritmi e abitudini giornalistiche della Tuscia. Vide la luce, infatti, il Corriere di Viterbo. Accadde nel 1989, ma già da diversi mesi prima era stata avviata una sorta di “incubazione” e di “numeri zero”, un intenso allenamento prima di arrivare in edicola.

Il gruppo editoriale si formò come “costola” diretta del Corriere dell’Umbria, diventato in fretta – e anche un po’ contro ogni previsione – una sorta di “colosso” dell’espansione e delle vendite nell’Italia centrale. Gli ideatori del progetto pensarono al sottoscritto per affidargli la gestione della redazione sportiva. Era un discorso interessante e gratificante, ma è facile intuire come non potesse essere svolto come seconda attività. C’era da fare una scelta importante, una di quelle scelte che, in più occasione, hanno  condizionato i miei orizzonti e tracciando percorsi probabilmente diversi da quelli che avrebbero potuto essere. I dubbi erano corposi. Si poteva lasciare la certezza del mondo lavorativo della Scuola e – con esso –  un modo più sereno e meno stressante di vivere il giornalismo e quanto di bello c’era attorno ad esso?

Pensarci è d’obbligo: avere dubbi, umano. Rispondere in tempi brevi è indispensabile, per non far perdere tempo agli altri. Non accettai l’incarico a tempo pieno, prendendomi – però –  l’impegno di creare tutta la rete di collaboratori dai vari centri della provincia di Viterbo. Per  Nepi propongo Tommaso Alimelli, che avevo conosciuto qualche anno prima, quando giocava ancora e parlava molto – in campo e fuori – al punto da guadagnarsi l’appellativo di “avvocato”. Alimelli viene convocato nella sede sperimentale – che allora era collocata al centro edilizio al bivio tra la strada per Marta e quella per Montefiascone – e da cosa nasce cosa.  Alla fine sarà lui uno di quelli dietro le scrivanie della redazione sportiva e non più corrispondente dal ridente centro della Tuscia. Venne trovata in “casa” – quindi – la soluzione e lui diventerà il responsabile dello sport, anche se si passerà ufficialmente per un paio di colleghi arrivati dal sud, convinti di dover insegnare il mestiere a tutti.

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