OGGI IL COMPLEANNO DI GIGI RIVA. I NOSTRI AUGURI, DI CHI GLI HA DEDICATO ANCHE UN CAPITOLO DEL LIBRO

IN MEZZO A TANTE BRUTTE NOTIZIE – DI SCOMPARSE – FA PIACERE POTER SCRIVERE DI UNA COSA BELLA, IL COMPLEANNO DI GIGI RIVA, NATO IL 7 NOVEMBRE DEL ’44, A CUI ABBIAMO DEDICATO UN CAPITOLO DEL LIBRO. AUGURI CAMPIONE SENZA ETA’!

Riva e Lo Bello che si stringono la mano alla fine della partita sembra un po’ lo stesso saluto di due grandi pugili che se le sono suonate sul ring senza risparmiarsi. Qualcuno afferma – ma manca la prova documentale –  che Riva disse a Lo Bello: “e se io avessi sbagliato il rigore?” Rispose il Siciliano, senza scomporsi troppo: “nessun problema, ne avrei fischiato un altro!”

Quel calcio lì era bello pure per questo, perché era fatto da persone vere, che non le mandano a dire, che non avevano bisogno di procuratori o uffici stampa. Che non avevano bisogno delle riprese televisive per diventare “immortali”. Le immagini, peraltro, erano ancora talmente brutte che era assai più importante vederli con gli occhi, dalla tribuna, i gol, per ricordarli davvero. Era il calcio che regalava anche quattro “moschettieri” cagliaritani alla spedizione messicana degli Azzurri del ‘70, qualcosa di incantevole, se si esclude la batosta della finale, con Riva e compagni crollati, però, solo nel secondo tempo, contro la squadra forse più forte di tutti i tempi.  E non era un calcio schiavo degli schemi, ma impostato sulla bravura dei giocatori e sulle intuizioni tattiche di un allenatore come Scopigno, che, a un certo punto, capì che un centrocampista come Cera sarebbe diventato un libero eccezionale, perché avrebbe aggiunto tanta classe in più alla difesa. Fu la fortuna dello scudetto del Cagliari, fu la fortuna della Nazionale!

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