SEMBRA IERI … (9. parte)

Sembra ieri. Era l’Italia che cantava “Tornerò” dei Santo California, quella del magico Torino che vinse il campionato con un punto di vantaggio sulla Juventus.

Era il calcio sano, quello in cui i giocatori non avevano bisogno dei procuratori: sapevano contrattare i propri cartellini e la loro carriera, anche sbattendo i pugni sul tavolo, se necessario. Era il calcio in cui – a livello medio – non si guadagnava molto: in quella Viterbese, ad esempio, lo stipendio era attorno alle seicento mila lire mensili.  

Alcuni li guardavi pure con una certa timidezza, essendo tu un giovane che si avvicinava all’attività giornalistica e qualcuno dei più famosi, magari già un trentenne, che ti sembrava enormemente più grande di te.

Sembra ieri, con la gentilezza e la gioia di ritrovarsi, di riparlare degli anni che furono, però, non ha mai fatto difetto a questi gentiluomini. Anche questo è stato il vanto di aver fatto del giornalismo in quegli anni, perché ha rappresentato un canale di vita parallela, che ha arricchito spirito e  cultura.

error: Content is protected !!