Dal libro “A Tor Bella Monaca non piove mai”, è la prima regia di Marco Bocci, con Libero De Rienzo e Andrea Sartoretti, uno spaccato drammatico della periferia romana.

Mauro e Romolo sono due fratelli nati e cresciuti nella periferia di Roma. Per anni hanno visto di tutto passare dinanzi a loro, ogni sorta di azione criminale. Hanno così fatto una scelta. Mauro ha preferito restare pulito, al di fuori da tutto questo. Ha sempre seguito le regole, convinto di poter in questo modo ottenere una vita dignitosa.  

Romolo (il Bufalo di Romanzo Criminale), invece, si è lasciato travolgere da quell’ambiente, accettando di far soldi facili, anche perché alternative reali e legali non ce n’erano. Si ritrova così a scontare la propria pena in carcere, per poi uscire a lottare il doppio degli altri per non ricadere negli errori passati. Proprio in questa fase delicata però uno dei suoi punti di riferimento crolla. Mauro, che perde la propria ragazza per un altro uomo, decide di mandare al diavolo tutta la propria vita, stritolato talmente tanto da non vedere alternativa. Si inserisce in un giro più grande di lui e, soprattutto, dei suoi criteri di vita fino a quel momento: architetta una rapina alla mafia cinese, ma finisce male.

Per gli amanti del genere è un buon film, soprattutto in questo momento di emergenza in cui i cinema sono chiusi.

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