ERA SCONTATO CHE NASCESSERO DELLE POLEMICHE DOPO CASERTANA-VITERBESE.

La US Viterbese. “In relazione alle dichiarazioni dell’allenatore della Casertana, Sig. Federico Guidi, la società U.S. Viterbese 1908 intende manifestare il proprio dissenso e un grande senso di amarezza. Dalle parole, infatti, si è passati ai fatti visto che il presidente Marco Arturo Romano è stato costretto a lasciare lo stadio “Pinto” con l’aiuto delle forze dell’ordine per evitare situazioni spiacevoli proprio con il Sig. Guidi, apparso notevolmente “agitato” nell’inseguire e urlare parole minacciose verso il Sig. Romano. In relazione alle dichiarazioni sopra citate la U.S. Viterbese 1908 comunica che procederà per vie legali al fine di tutelare la reputazione dei propri tesserati.  Si vuole far presente, infine, al Sig. Guidi che, qualora avesse voluto tutelare la salute di tutti, avrebbe potuto evitare di far scendere in campo la propria squadra”. 

Federico Guidi, allenatore della Casertana. “Che segnale ha dato il calcio italiano in tutto il mondo? Vedere una partita nove contro undici, quando c’erano tutte le condizioni per rinviarla, quando siamo una gara in meno solo noi e il Bisceglie, non c’era nessun problema. Una mano sulla coscienza avrebbero dovuto mettersela. Traete voi le conclusioni sul nostro calcio e sul nostro paese.  

Quando il focolaio ti scoppia a dicembre, dopo che hai già giocato 13 partite, è fisiologico che ci siano degli infortuni gravi e delle squalifiche. Allora per noi era disponibile Matarese, con il crociato rotto, o Bordin, con la frattura. E nonsotante tutto fosse tutto certificato, infortuni e quant’altro, non hanno battuto ciglio. Con la speranza che ai ragazzi della Viterbese, non succeda qualcosa anche a loro. Noi tra tre giorni, gli stessi di oggi, ci facciamo la trasferta a Castellammare. Rientrerà Konate dalla squalifica, saremo in dieci. 

L’aspetto che mi ha dato più fastidio è l’ostinazione di voler giocare una partita, mettendo a repentaglio la salute di tutti. Nel momento in cui mi dici che ci sei passato, che hai vissuto una situazione simile, perché tra Vibonese e Viterbese ci sono stati contagiati, significa che metti davanti alla salute altri interessi. Consapevole che puoi creare danno alla comunità, significa non avere rispetto per il prossimo.

Giuseppe D’Agostino, patron dei rossoblu. “Non ho più aggettivi per definirla. Siamo scesi in campo con tre giocatori febbricitanti e, per questo, ho chiesto il rinvio all’ASL e alla Lega Pro. Invece ci hanno fatto giocare. Se per caso quei tre tamponi effettuati a ridosso della gara risulteranno positivi denuncerò tutti. Il loro presidente mi ha detto che ha speso due milioni di euro. Quindi ha messo davanti la questione economica alla salute dei suoi tesserati. Ha fatto scendere in campo una squadra contro un’altra con un focolaio Covid in corso. E chissà che può succedere a loro se i tre nostri febbricitanti hanno il Covid. Con Ghirelli ci siamo sentiti per una settimana. Ora non lo voglio sentire più. Mi spiace ma ci hanno presi tutti in giro”.

Luigi Castaldo, capitano della Casertana. “Lo dicevo anche in campo, mi vergogno di essere italiano e calciatore, si è toccato il fondo e si è giocato con la vita delle persone. Mi veniva da ridere. Forse avrei dovuto radunare la squadra e non scendere in campo. Siamo rappresentati malissimo. Speriamo che quei tre che si sono sentiti male non siano positivi. Si è sbagliato e qualcuno dovrà pagare. Con quindici positivi a mezz’ora dalla partita non si sa se si gioca o meno. Quando il messaggio chiaro era che la gara andava rinviata. Ma non c’è stato buonsenso. È una vergogna per tutti.”

LA STRANA SERATA DI CASERTA, I TRE PUNTI – PREZIOSI – CI SONO STATI, LA PARTITA NO!

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