(ussi)

La caduta del fascismo coincide con l’incanutimento di molti grandi cronisti dell’epoca e col superamento di
alcuni dei loro modi stilistici. Sia pure per via indiretta si riflette, in questo modesto spaccato della società, il
mutato indirizzo culturale del paese. I nuovi giornalisti sono più smaliziati, più forti: cambia la mentalità, cresce
il rigore morale, cresce la tendenza all’ironia e alla denuncia. Anche il giornale si modifica a causa della
crescente competizione delle trasmissioni radiofoniche, delle prime trasmissioni televisive e dalla maggior
presenza di quotidiani politici. E’ il prologo di una evoluzione infinita che non cesserà mai e che farà dei fogli
sportivi i primi veri quotidiani popolari. Dalla cronaca alle inchieste, ai commenti, alle interviste, agli spogliatoi,
alle storie, ai personaggi: è così che il giornalista di sport si ritroverà sempre in prima linea nell’evoluzione
professionale. Dal dopo guerra la lotta diverrà più serrata dato che, accanto ai quotidiani prettamente sportivi,
cominceranno ad affiancarsi tutti gli altri quotidiani d’informazione, oramai dotati di una o più pagine sportive,
generalmente concentrate nel numero del lunedì. I direttori che relegavano lo sport nelle pagine marginali
iniziano a ricredersi partendo dal presupposto che molti spettatori significano tanti potenziali lettori. Il
giornalista sportivo si ritrova sempre più spesso in prima pagina.
E’ però indispensabile, a questo punto, evidenziare una distinzione di fondo fra il numero del quotidiano
sportivo del lunedì e l’edizione degli altri giorni. Quello del lunedì assomiglia ad un qualsiasi altro giornale,
contenuti a parte, ricco di cronaca a scapito di commenti e approfondimenti. La situazione muta nel corso della
settimana perché le cronache lasciano il passo ad interviste, indiscrezioni, previsioni, inchieste e pettegolezzi.
Questa differenza fra i due tipi di giornale sportivo deriva direttamente dalla sua origine. In principio, il foglio
specializzato nasce come settimanale allegato al classico quotidiano della domenica o del lunedì. Subito dopo si
fa strada l’esigenza del secondo numero, messo in vendita abitualmente il venerdì o il sabato e dedicato alla
presentazione delle gare. Si passa così al terzo numero settimanale, affisso generalmente il mercoledì,
caratterizzato dal commento “a freddo”, dalle prime inchieste, da disegni e fotografie.
STORIA D

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