9-6-2020

Non c’è niente da fare: la coerenza, il buonsenso, la costruttività non fanno ancora parte di questo grande pianeta della serie C. E’ un bel rompicapo, d’accordo, ma invece di risolverlo si è addirittura provato a complicarlo ancor più. Noi siamo sempre stati fortemente convinti – lo abbiamo sostenuto continuamente – che il campionato doveva finire lì, fagocitato dalla pandemia. E non abbiamo cambiato idea solo perchè il livello dei contagi è migliorato rispetto a un mese fa, quando era tutto un buio. Che ci siano pochi contagi al centro sud cambia poco la situazione al nord, dove, purtroppo, i decessi continuano ogni giorno. Però, se si mandano in serie B tre squadre a tavolino, allora deve essere fatto tutto a tavolino. Se invece, si devono giocare i playoff per la quarta squadra, allora devono giocare tutti, anche le prime, così come le ultime, che avrebbero avuto tutto il tempo, forse, per salvarsi.

Le società  sono state tutt’altro che compatte. Anzi! Alcune di loro hanno fatto fuoco e fiamme per complicare il rimpicapo. Ora molte protestano e dicono di non voler tornare  in campo. L’Arezzo ha già fatto sapere di dare forfait per questioni legate al rispetto del protocollo, la Pergolettese è infuriata. Per lo stesso motivo Piacenza, Sambenedettese, Robur Siena e Pontedera nutrono più di qualche perplessità. Si aspetta la finale di Coppa Italia, forse con la speranza di convincere più presidenti possibili

Eppoi, le riforme che fine hanno fatto? Sembravano tutti d’accordo che il calcio non potesse riprendere senza metterle in atto, mentre ora non ne parla più nessuno: Intanto di andrà avanti così, poi si vedrà, evidentemente. Sprecando un’altra, preziosa occasione per migliorare il calcio, per renderlo più credibile.

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