Con il ritorno della serie C – nel duemilasedici – è arrivata anche una novità assoluta, di cui nessuno degli appassionati del calcio gialloblu aveva mai potuto godere precedentemente. Né quelli dell’ultima generazione, né quelli che da tanti anni si sono fatti quel calcio amico delle domeniche pomeriggio, anche – spesso – a costo di bisticciare con mogli e fidanzate, per il tempo sottratto a loro, a vantaggio della “passionaccia” per quelle maglie da vedere scorazzare dentro i rettangoli verdi.

Una vera e propria rivoluzione è stata, infatti, poter assistere alle partite lontane da Viterbo comodamente seduti in divano attraverso le immagini provenienti dalla piattaforma in streaming. I più avveduti hanno collegato il proprio computer (tramite un cavo HMDI) a un bel televisore a sessanta pollici e hanno ricevuto una visione eccellente degli incontri della Viterbese, con la possibilità, soprattutto nel caso degli addetti ai lavori, di poter vedere e rivedere le azioni contestate, un calcio di rigore non concesso, un pallone sulla linea di porta, etc.

Davvero una piacevole opportunità in più, soprattutto, come detto, per il cronista, addirittura – in alcune occasioni – anche per le partite casalinghe, soprattutto in considerazione delle disposizioni moderne che vietano di introdurre un ombrello “decente”, uno che ti copra davvero in caso di pioggia e non ti costringa a raggiungere la tribuna stampa già insopportabilmente “zuppo”. Ancor più – soprattutto – da quando al Rocchi è stata chiusa una delle due tribune stampa centrali, storicamente “abitate” da quando lo stadio è stato rifatto, per far posto alla postazione dello speaker che annuncia le formazioni. Ognuno – è chiaro – fa le proprie scelte: a  quell’occasione,  sul temutissimo attaccante toscano. Vinsero i Fiorentini e riservarono un fine partita non del tutto “fraterno” agli sportivi viterbesi presenti sugli spalti.

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