Terni e Viterbo sono state sempre “legate” nel tempo. Rivali più che mai. E la curiosità dei rispettivi sostenitori è sempre stata “vigile” nei confronti delle vicende dei relativi “pseudocugini”.

A Terni la nascita del calcio è collocabile all’inizio del secolo scorso, nel campetto di fortuna del Foro Boario, con sfide improvvisate contro avversari provenienti da Spoleto e da Perugia. Cambia rapidamente la storia del calcio con la nascita delle acciaierie, strettamente legate all’assetto industriale che trasforma la città umbra.

I primi giocatori, infatti, appaiono più che altro attratti da un possibile impiego in quel settore in espansione. Proprio per questo motivo, il primo vero campo da calcio diventa quello di Viale Brin, proprio nell’area adiacente l’acciaieria  

Ma torniamo a quel gioco corto. Quello di una squadra che muoveva la palla rapidamente, giocando per gli interi novanta minuti un calcio fatto di tanti passaggi, tutti eseguiti con grande precisione, al punto di diventare quasi un’ossessione.   

Viciani arrivò nel 1967 e alla sua prima stagione guidò la Ternana alla promozione in Serie B, trascinata dal giovane rampante Franco Liguori. Sembrava destinato ad una folgorante carriera ed invece fu costretto a decurtarla bruscamente per via di un grave infortunio al ginocchio riportato nel famoso scontro con Romeo Benetti.   

Nel 1972 la Ternana fu promossa per la prima volta in Serie A. Un risultato reso ancor più entusiasmante dal fatto che il Perugia – storico e “odiato” rivale – fino a quel momento non aveva mai giocato nella massima serie.  

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