Una delle persone più gentili che abbiamo mai incontrato. Con il dottor Dari in pensione – come ricorda mia figlia – e la scomparsa del titolare del Bar Miani, in effetti, si conclude un lungo ciclo. Per decine di anni, il “Sor Miani” si è prestato volentieri, in modo quasi gioioso, a essere il depositario delle ricette mediche di Dari, che impediva lunghe code nello studio di Via del Corso. Quando si passava a prenderle era pronto a restituirle, con il sorriso sempre stampato sul suo volto magro. Qualche volta che si telefonava per avere la certezza che Dari si fosse ricordato di lasciare le ricette e si aveva una risposta negativa, Miani diceva subiro di non preoccuparsi, perchè “avrebbe mandato il suo ragazzo a portare il tè al medico e le avrebbe preso lui. Un altro uomo di altri tempi che se ne va e assottiglia ancor più quella schiera di persone perbene, con i valori importanti attorno a cui vivere per la collettività (cdm)

IL RICORDO DEL SINDACO ARENA.

“Un commerciante storico Mario Miani, come quelli di una volta. Il suo bar, la sua torrefazione, sta lì da decenni, all’inizio di Corso Italia. Giù, alla “svolta”. Un bar senza tempo che ha da sempre portato avanti insieme alla moglie. Da oggi non sarà più la stessa cosa perché Mario se n’è andato. Un amico. Lo conoscevo da quando ero ragazzo e andavo a passeggio per il Corso. Spesso mi fermavo da lui a scambiare quattro chiacchiere. È stato un riferimento per tutti i commercianti della zona. Per quelli di oggi, e per quelli di ieri, che insieme al suo bar, La Casa del Caffè, hanno scritto un pezzo di storia del nostro centro storico. E per Mario quel bar è stato davvero una casa. Lo abbiamo visto lavorare fino a poco tempo fa. Finché ha potuto. Sapevo che ultimamente non stava bene, ho sperato ce la facesse. Ma purtroppo ci ha lasciato. Alla moglie Ines le mie più sentite condoglianze. Giovanni Maria Arena”

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