PALLONE

Sembra ieri, con i tanti allenatori della Viterbese, di quelli che sapevano apprezzare il rispetto dei ruoli. Non in campo, intendiamo.

Sembra ieri, che “imperversava” l’istrionico Nazzareno Cerusico, uno che riusciva a far gruppo come pochi e a motivare chi gli stava attorno. Prima di alcune partite, ad esempio, quando la società non aveva corrisposto gli stipendi, faceva finta di andare in escandescenze, “minacciando” di metterci lui i soldi per pagare i suoi ragazzi, finché – alla fine – non si muoveva qualcuno dei dirigenti e interveniva, per quello che poteva. Allenava anche le rappresentative. Questo gli rendeva più semplice pescare giocatori qua e là, contattarli e convincerli a seguirlo quando approdava in una nuova piazza calcistica.

Sembra ieri che la Viterbese, tanto per cambiare, era costretta – tanto per cambiare – a vere peripezie per mettere insieme un budget stagionale accettabile, sperando sempre di poter coltivare ambizioni di un certo livello, in serie D. Cerusico ne sposò la causa e anche le difficoltà, mettendo insieme una squadra con delle individualità di spicco. Addirittura tre dei giocatori che aveva scelto finirono nella Nazionale Dilettanti, che peraltro disputò una partita a Viterbo contro Malta.

 

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