21-6-1970, Città del Messico
Brasile-Italia 4-1
Reti: 18’ Pelé, 37’ Boninsegna, 66’ Gerson, 71’ Jairzinho, 86’ Carlos Alberto
Brasile: Felix, Carlos Alberto, Everaldo, Clodoaldo, Piazza, Brito, Jairzinho, Gerson, Tostão, Pelé, Rivelino. Ct: M. Zagallo.
Italia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, M. Bertini (74’ Juliano), Rosato, Cera, Domenghini, A. Mazzola, Boninsegna (84’ Rivera), De Sisti, Riva. Ct: F. Valcareggi.
Arbitro: Glöckner (Germania Est).

(cdm) Crollati nel secondo tempo, dopo una prima parte dignitosa e un cammino ai mondiali positivo, che avrebbe potuto dare qualcosa in più nel girone. Gli italiani hanno compiuto una notevole prodezza proprio perché in partenza il credito che si faceva loro non andava oltre le semifinali. Ma proprio nelle semifinali, quando i sentimentali e i romantici si sono abbandonati a orge di entusiasmo e di gratitudine verso gli azzurri, chi avesse seguito il gioco più freddamente e lucidamente si sarebbe accorto che il tono tecnico-tattico della nostra squadra era assolutamente inferiore al suo compito. Con la Germania è stata la vittoria del cuore e anche della fortuna. Il calcio istintivo ci ha portato a un successo che i romantici considerano memorabile. Guardando tuttavia quanto è avvenuto in campo, non si può non ammettere che l’Italian del secondo tempo, purtroppo, non avrebbe potuto reggere ai Brasiliani arrembanti e molto più vigorosi atleticamente.

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Le Pagelle di Gianni Brera

ALBERTOSI 6-
E’ sempre stato cercato a colpo quasi sicuro, quindi battuto senza sua colpa apparente. Sullo stacco di Pelé sarebbe forse dovuto uscire proprio perché conosceva Pelé e le sue possibilità di stacco. Anche sul tiro di Gerson, molto da fuori, è apparso in ritardo nel muoversi verso sinistra. In tutti gli altri casi il poveretto ha subito quello che era Vinferiority complex dell’intera squadra. 6-.
BURGNICH 5
Ha incominciato su Rivelino, ma ben presto Valcareggi s’è accorto che Bertini non avrebbe mai potuto tenere Pelé senza ricorrere a un gioco fuori dal regolamento e dalla lealtà sportiva. Allora Burgnich si è spostato e come ha potuto di riffe e di raffe in un certo modo s’è salvato. Bisogna tener conto tuttavia che a Pelé non è mai stato buttato un pallone casuale: sempre a colpo sicuro il centrocampo brasiliano, padrone della situazione in assoluto, toccava alle proprie punte. E Burgnich ha scontato questo rigore e questa superiorità del gioco brasiliano. 5
FACCHETTI 5
Sapeva il lettore, ed ha potuto rendersene conto, che la sua mole atletica subiva sconquassi deleteri da parte dell’altura. Facchetti ha rimediato figure assolutamente indegne della sua classe. Oggi ha iniziato bene ma Zagalo, che se ne intende di calcio, ha indotto Jairzinho a portare in giro Facchetti che s’è trovato spiazzato in zone lontane dalle sue. 5
BERTINI 4
Non è mai stato in partita se non quando ha picchiato qualche calcio clamorosamente fischiato da un pubblico non tanto competente quanto sentimentalmente portato a favorire i brasiliani. Spostato da Pelé, è andato su Rivelino, ma anche su questi non ha mai avuto la costanza del marcatore, per cui si è sempre trovato a distanza tale da subire brutte figure quando avanzava al tackle. 4
ROSATO 7
È stato il migliore degli azzurri. Ha messo in condizione Tostao di giovare pochissimo alla vittoria dei compagni. Non si è mai comportato in maniera troppo arcigna, benché non abbia mai fatto complimenti. È stato il migliore e merita 7
CERA 6-
Aveva attorno gente capace di ubriacare chiunque: ha retto un tempo assai bene, poi via via è andato smarrendosi com’era fatale che avvenisse. Ha già compiuto miracoli, in questo posto che non è suo. Non ha la stoffa del libero che io vedo aitante. 6-
DOMENGHINI 5
Raramente è stato in partita; ha cercato di darsi da fare come sempre e con la generosità di sempre. Tuttavia, quando Riva lo ha reiteratamente invitato a collaborare, non sempre se n’è ricordato e quando se n’è ricordato lo ha fatto male. Ha sperato in conclusioni alla cieca, ma questa volta la fortuna non l’ha assistito. Le sue traiettorie sono finite a volte in tribuna così lontane che era arduo recuperare il pallone. 5
MAZZOLA 6-
È stato in centrocampo ma Gerson lo ha schiacciato e così pure Everaldo quando questi non incontrava De Sisti. Ha avuto spunti buoni e qualche volta ha tentato animosamente di portarsi in attacco dove peraltro ha denunciato la inadeguatezza morale di sempre. È il solo che io riesca a salvare del centrocampo. 6-
BONINSEGNA 6-
Ha al suo attivo quel gol di rapina. Aveva intuito che i difensori brasiliani si sarebbero scambiati la palla, è intervenuto su un controllo di Brito strappandogli il pallone, portandoselo avanti e resistendo ancora alla entrata di Carlos Alberto e di Felix in avventurosa uscita, resistendo al tackle è riuscito a spostarsi sulla sinistra fino a trovarsi a ridosso di Riva: non ha lasciato la palla arrogando a sé il meritato diritto di segnare il punto del pareggio. 6-
DE SISTI 5,5
Sempre generoso, sempre bravo ma questa volta assolutamente inferiore al suo compito. Incolpare un centrocampista è come incolpare un difensore non sufficientemente protetto. Quando la palla viene manovrata dagli avversari a colpo sicuro, passata a uomini comunque liberi che mai debbono subire il tackle d’entrata dell’avversario, significa affondare. Comunque De Sisti non ha mai dimostrato autorità e così è stato declassato a quel bravo e modesto elemento che conosciamo. 5,5
RIVA 4,5
Ha deluso profondamente. Anche delle punte bisogna ripetere che somigliano molto a delle bocche da fuoco. Tu puoi avere il più grande cannone di questa terra in batteria ma se non gli fornisci munizioni valide e tempestive questa grande bocca non farà mai fuoco.
Riva ha accentuato la mancanza di rifornimento piazzandosi quasi sempre nel filtro della difesa avversaria e qui aspettando a pie fermo che qualcuno compisse il miracolo di servirlo. Questo miracolo è stato più volte lucrato ma Riva non ha mai vinto un dribbling che è uno. 4,5
JULIANO 5
Tra la sorpresa generale invece di mandare in campo Rivera, Valcareggi questa volta si è servito di Juliano per sostituire Bertini, forse perché ne apprezza di più le qualità difensive. Juliano è stato su Rivelino e il punteggio essendo ormai sicuro per i brasiliani, l’impreciso e goffo Rivelino si è consentito licenze di dribbling dimostrativo che il pubblico ha accolto con applausi e con risate. 5
RIVERA s.v.
Nel finale, proprio per chiamarlo correo di una sconfitta che anche lui ha meritato, Valcareggi ha mandato in campo Rivera chiamando fuori campo Boninsegna che non avrebbe voluto saperne. Si è trattato di un’apparizione fugace quando ormai il risultato era acquisito. Rivera, avuta la palla, ha voluto concludere da lontano una volta anziché lavorarla proprio per dimostrare e confermare che anche lui voleva la sua parte anziché annullarsi nell’azione del complesso. Troppo pochi i minuti che ha giocato per dargli un voto. Lo indichiamo all’elogio di tutti per quanto ha potuto ottenere finora.

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