di Vincenzo Ceripa

Il compianto Camillo Fiaschetti, più volte sindaco di Vejano e, nel tempo,  presidente del consiglio provinciale e Assessore a Palazzo Gentili. Il mio ricordo, pur nel grande rispetto delle importanti cariche ricoperte, torna molto indietro, quando giovanissimo divideva la sua vita tra Università e calcio. Camillo è stato un gran bel giocatore  che poteva aspirare a categorie  ben piu’ importanti, ma il suo amore viscerale per la sua Vejano, lo ha portato a difendere  anche sul campo sportivo il suo paese. Io ero giovanissimo, avevo 16 anni, quando l’allenatore, da noi tutti chiamato Orsetto, mi fece esordire improvvisamente  in terza categoria, a Vignanello contro la compagine locale. Camillo, Pacca, Ivo, Colonna e tutti gli altri mi aiutarono in quell’esordio, dove era presente l’osservatore della Viterbese Muccianti, che mi portò l’anno dopo a Viterbo, dove inizierà tutta la mia storia calcistica.  Ma, precisato questo, il ricordo di Camillo è soprattutto per un ragazzo brillante al quale piaceva molto la vita ma comprendeva anche quanto fosse importante lo studio e noi, un gruppo di ragazzi piu’ giovani, del club “Il Covaccio”, guardavamo a lui come esempio di intelligente brillantezza. Inoltre, la sua formazione familiare e l’essere cresciuto in uno dei quartieri piu’ raffinati di Roma, era esempio di allontanamento di quel “provincialismo“ , che, quasi sempre, diventava per noi giovani una trappola nella quale cadere.   

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