Il gregario di Montecatini divertiva il gruppo con le sue imitazioni e le sue battute, ma quel giorno divenne improvvisamente serissimo e si trasformò in vincente, osannato da De Zan come se avesse vinto  un Mondiale. Peccato non averlo ascoltato, visto che eravamo nei pressi del traguardo. “Ce l’ha fatta Magrini, ce l’ha fatta”: la voce di Adriano De Zan di quel giorno. Di quel Giro d’Italia del 1983 con arrivo a Montefiascone. Il tono delle grandi occasioni riservato a uno che all’arrivo tra i primi ci arrivava poco.

Riccardo Magrini davanti a tutti – a Montefiascone – ci stava, Eccome. Lui che era gregario fedelissimo.

Da Terracina a Montefiascone, con un “su e giù” continuo verso il traguardo. Dal mare alle colline, una tappa che aveva adocchiata, mentre Saronni era in maglia rosa e poteva anche concedere i clamori del proscenio ad altri.

E a Montefiascone Riccardo Magrini passò per primo sotto il  traguardo, davanti a Marino Lajarreta e a Moreno Argentin. Poi  tutto il gruppo.  Mentre continuava a troneggiare la voce di De Zan e il suo “ce l’ha fatta Magrini, ce l’ha fatta!”

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