Ezio Bertuzzo (Settimo Torinese, 23 luglio 1952) era un bravo attaccante. Avrebbe meritato di più nel calcio e avrebbe meritato di vivere ancora a lungo.  
Partito dalle categorie inferiori in società piemontesi dove sfiorò la promozione in C, riuscì ad emergere grazie al trasferimento al Brescia, società con la quale disputò tre campionati di serie B, durante i quali seppe mettersi in luce meritandosi il trasferimento al Bologna in serie A. Dopo un solo anno ritornò in serie B, questa volta all’Atalanta, dove disputò un ottimo campionato, risultando determinante per la promozione della squadra bergamasca nella massima serie. La favola di Ezio Bertuzzo all’Atalanta dura una sola stagione, la magica stagione 1976-77 quella della promozione in serie A, ottenuta dopo lo spareggio di Marassi contro il Cagliari di Virdis. Segna 13 gol e per il pubblico bergamasco diventa un idolo. Per lui è stato inventato il nomignolo di Ezio-gol. Poi si ritrova lui a Cesena indifferente e Bergamo infelice di averlo ceduto. Viene ripreso dall’Atalanta, ma furono 5 anni non bellissimi, in cui avrebbe meritato di più, qualche gioia in più, qualche gol in più.

Dopo l’esperienza con l’Asti, in serie C2 nel 1983, concluse l’attività agonistica nell’84, dopo un ultimo anno trascorso in serie D con il Crotone,  vincendo il campionato.
«Ezio-gol», è deceduto il 23 febbraio 2014 a Torino, sua città d’origine, stroncato da un male incurabile. Aveva 61 anni.

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