“Dopo 10 anni è finita, anche se io e il mio avvocato non avevamo mai avuto dubbi sulla mia innocenza. In qualche modo vengo ripagato, giustizia parziale è stata fatta, perché comunque questi anni non me li restituirà più nessuno, è una rivincita e speriamo che sia la prima di una lunga serie. Io ho fatto tutto questo per essere riabilitato a livello sportivo. E’ una prima vittoria, spero che ne arrivino altre”. Sono le parole pronunciate oggi, 23 febbraio, da Beppe Signori fuori dal Tribunale di Piacenza dove si è concluso il processo a suo carico che ha visto un’assoluzione piena dall’accusa che lo aveva coinvolto. L’ex giocatore del Piacenza, ma anche di Foggia, Lazio e Bologna, era imputato nel filone piacentino dell’inchiesta sul calcio-scommesse. Era accusato di aver truccato il risultato della gara tra Piacenza e Padova (risalente al 2 ottobre 2010). Signori, difeso dall’avvocato Patrizia Brandi del foro di Bologna, aveva rinunciato alla prescrizione, certo di poter dimostrare la propria innocenza, come già avvenuto a Modena per un caso analogo. Oggi 53enne, Signori trascorse due settimane ai domiciliari nel 2011. Per la gara tra i biancorossi e il Padova era accusato di aver aggiustato il risultato attraverso finanziamenti provenienti da un gruppo definito dei “singaporiani”. Signori, fu radiato da ogni categoria dalla giustizia sportiva, e ora che ha dimostrato la sua innocenza auspica di essere “riabilitato” anche da quel punto di vista.

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