Alla fine del decennio – quello degli anni ottanta – si affacciò sulla piazza dell’informazione – e quindi anche dello sport e della Viterbese – una realtà muova, che, in qualche modo, finì per cambiare ritmi e abitudini giornalistiche della Tuscia. Vide la luce, infatti, il Corriere di Viterbo. Accadde nel 1989, ma già da diversi mesi prima era stata avviata una sorta di “incubazione” e di “numeri zero”, un intenso allenamento prima di arrivare in edicola.

Il gruppo editoriale si formò come “costola” diretta del Corriere dell’Umbria, diventato in fretta – e anche un po’ contro ogni previsione – una sorta di “colosso” dell’espansione e delle vendite nell’Italia centrale.  Era un discorso interessante e gratificante, per alcuni di quelli contattati, ma è facile intuire come non potesse essere svolto come seconda attività. C’era da fare una scelta importante, una di quelle scelte che, in più occasione, hanno  condizionato orizzonti e tracciato percorsi probabilmente diversi, con dubbi erano corposi.  

Nella sede sperimentale – che allora era collocata al centro edilizio al bivio tra la strada per Marta e quella per Montefiascone –  venne trovata in “casa” la soluzione.

error: Content is protected !!