(cdm) Tralasciando le gite da bambino alle Cascate delle Marmore e al Duomo di Orvieto, diciamo che tutto iniziò con la visita militare a Perugia, i famosi e indimenticabili “tre giorni”. Una esperienza unica per un ragazzo che – come molti – quasi mai si era mosso in completa autonomia da quella adorata Tuscia che lo ha spesso “imprigionato” , condizionandolo anche nelle scelte professionali e di vita.

Poi il servizio militare e la possibilità di frequentare Terni – grazie al compagno di naja Francesco Pileri – seguendo la serie B della squadra rossoverde, quella ad altissimi livelli, con il Vicenza di Paolo Rossi, l’Atalanta di Fanna, il Monza di Braida.

Nel ’95 il pomeriggio al Curi per raccontare la promozione della Viterbese, il ritorno in serie C dopo venticinque anni.

Le tante trasferte, tra cui quella a Castel Rigone, nella ridente cittadina che battezzato il miracolo calcistico di Cucinelli, finito troppo in fretta, così come a Todi, dove anche alcune amicizie particolari mi hanno portato a viverci più di un momento sereno.

Eppoi i ritiri precampionato della Viterbese, quello a San Terenziano, ad esempio, oppure a Fratta Todina, dove i Gialloblu cercavano molto spesso la quadratura del cerchio, più economica che tecnica.

O la prima uscita stagionale a Gubbio, dove Capucci faceva l’affabulatore e nasceva una squadra capace di arrivare a un passo dalla serie B, per poi fallire. Oppure ad Ussita, ascolti come “ospiti sacri” dall’allenatore Berrettini. Erano i tempi in cui, non soltanto gli allenatori parlavano con i giornalisti a qualsiasi ora, ma erano anche felici di farlo e di confrontarsi con loro.

Quindi qualche capatina alla vecchia redazione sportiva del Corriere dell’Umbria, per poi partecipare alle trasmissioni sportive della televisione perugina legata all’emittente perugina.

La conoscenza di Alessandra Fischi, giornalista brava e bellissima, poi approdata a Italia Uno, di cui si sono perse le tracce.

Ultimamente anche un paio di appuntamenti con i Convegni dell’Ussi Umbria del presidente Giorgio Palenga, professionista serio e corretto, come quelli di una volta.

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