Immagine un po’ guascona, con baffi e pizzetto, sui teleschermi in bianco e nero, a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, col talento che Madre Natura gli aveva regalato

Uno dei grandi del salto con l’asta, Renato Dionisi e il suo doppio miglioramento del primato italiano, dapprima portato a 5 metri e 40 a Formia – a maggio ’72 – poi al Meeting di Rovereto del successivo giugno, salito fino a m.5,45.

Ciò nonostante, il primato italiano di m.5,45 consente a Dionisi di apparire, per la quarta ed ultima volta, nel Ranking mondiale di fine stagione, classificato in settima posizione, per poi approfittare del ritiro dall’attività di Nordwig – che a Monaco aveva coronato la sua fantastica carriera con l’Oro Olimpico con tanto di record olimpico e primato personale di m.5,50 – per aggiudicarsi l’unica importante medaglia d’oro, in occasione dei Campionati Europei Indoor di Rotterdam ’73.

Con la sua migliore gara in una grande Manifestazione internazionale, Dionisi è praticamente perfetto, ed il superamento dell’asticella a m.5,40 stronca la resistenza del tedesco occidentale Hans-Jurgen Ziegler, fermatosi a m.5,35, così da divenire il primo, nonché tuttora unico, atleta italiano a sentir risuonare l’inno di Mameli alla cerimonia di premiazione in una gara di salto con l’asta ad una Rassegna Continentale, sia essa indoor che all’aperto …

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