Il piacere di visitare – per largo e per lungo – l’adorata Italia, con località viste anche più volte, anche a distanza di anni. Le vacanze sul Lago di Garda, le mete “selvagge” della Sardegna, in una quindicina di estati trascorse da quelle parti, le alture dell’appennino centrale – compreso il gioiellino di Cerreto Laghi – hanno sempre soddisfatto i miei bisogni, i miei desideri, mai lasciando qualcosa di irrisolto. Anzi, alcune di quelle sensazioni, di quei momenti, sono sempre rimaste vive, pure a distanza di decenni, moltiplicando il piacere mentale.

Mai pensato, neanche per una volta, di spendere soldi per acquistare una macchina grande, di lusso, di moda. Ricordo la prima macchina che mio padre mi aiutò ad acquistare qualche mese dopo aver preso la patente, appena trovato un lavoretto che potesse essermi utile, in attesa del servizio militare. Una Fiat 500 bianca, con gli sportelli “a vento”, con i semiassi davvero malmessi, che ogni tanto mi lasciava a piedi. Una volta si spanò una delle viti della ruota e un mio amico meccanico inventò qualcosa di abbastanza curioso, bisognava andare in giro con una chiave inglesi “a croce”, molto voluminosa, perchè spesso si forava e senza quel tipo di chiave non si sarebbe più riusciti ad allentare i bulloni nelle nuove destinazioni.

Molti anni più tardi mi “innamorai” della Fiat Uno Giannini, con il tettino apribile, poi mi piacque molto acquistare una Golf, risparmiando sul prezzo, essendo importata dall’estero. Per anni quell’auto è stata compagna di vita per tutte le stagioni – è il caso di dirlo – fedele punto di riferimento, nei momenti esaltanti ed anche quelli un po’ più grigi.

 

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