Il suo nome era Georgi Rangolev Asparukov, ma lo chiamarono “Gundi”. E è Gundi – non Stoichkov – che il popolo bulgaro voterà come il miglior calciatore bulgaro del XX secolo.  

Gundi nasce a Sofia il 4 maggio 1943. In quel momento la Bulgaria è una monarchia con lo zar Simeone II, di soli sei anni, costretto a salire sul trono dopo l’improvvisa morte del padre Boris III. Asparuhov inizia a dimostrare tutte le sue doti fin da bambino. Fisicamente precoce, i suoi primi allenatori approfittano della sua altezza e prestanza piazzandolo in difesa. Viene notato dal Levski Sofia, che lo tessera tra gli Under 16 e dove sfoggia subito una classe decisamente superiore.  

Nonostante la classe limpida, Asparuhov non è soddisfatto del mondo del calcio che ha trovato: troppo fisico, troppo brutale il football anni 50 nell’Europa dell’Est. I suoi tecnici lo spronano assicurandogli un avvenire stellare ma la verità è che Gundi sta ancora valutando se realmente il calcio fa per lui. Prova con successo anche la strada della pallavolo, ma debutta in Părva Liga nel 1960 schierato in difesa nella sfida contro il Botev Plovdiv. Era insolito all’epoca che un giocatore così giovane venisse schierato in difesa, specialmente tra una delle squadre più importanti del paese. Il Levski del tempo era stato campione di Bulgaria 8 volte, l’ultima delle quali nel 1953. 

asparuhov-bulgaria-wp3Al suo ritorno nel club, viene dirottato in avanti sempre più spesso iniziando a trovare subito la via della rete.  Alla vigilia dei mondiali cileni del 1962, i primi in assoluto per la Bulgaria, debutta nella nazionale maggiore nel match amichevole contro l’Austria. Il ct Georgi Pachedzhiev lo include nei 22 che affronteranno InghilterraArgentina e Ungheria

La stagione che lo consegna agli annali è la 1964/65. In campionato il Levski si aggiudica il titolo davanti al Lokomotiv, con Asparuhov capocannoniere con 27 reti. Nell’estate 1965 viene nominato sia calciatore che sportivo bulgaro dell’anno e a conferma del suo stato di grazia, arriva la nomination al Pallone d’Oro: Gundi si piazza all’ottavo posto nell’edizione vinta da Eusebio.

Con Eusebio avrà la possibilità di confrontarsi la stagione successiva in Coppa dei Campioni. Dopo un agevole primo turno superato ai danni degli svedesi del Djurgårdens (7-1 in aggregato), Il Levski deve affrontare il temibile Benfica, che al tempo rappresentava la spina dorsale della nazionale portoghese. Nel match di andata giocato a Sofia, il Levski si porta due volte in vantaggio, la prima dopo 5 minuti con Asparuhov, ma in entrambe i casi viene raggiunto da Eusebio costringendo i bulgari ad un difficilissimo ritorno a Lisbona. E’ proprio Gundi a sbloccare il risultato dopo soli 3 minuti ma alla fine del primo tempo il Benfica realizza 3 reti e mettendo il Levski all’angolo. Ad un quarto d’ora dalla fine ancora Asparuhov proverà a riaprire il discorso qualificazione ma il risultato non muterà più fino al fischio dell’arbitro.

La tre reti realizzate contro i campioni del Benfica lo portano immediatamente all’attenzione dei migliori club europei. In primo luogo, sono gli stessi portoghesi a farsi avanti con Eusebio che commenta:”Mi piacerebbe giocare con Asparuhov, nella sfida in Coppa Campioni ha conquistato Lisbona”. C’è poi il Milan che per parecchi anni inseguirà il talento bulgaro con Rocco che lo definisce “l’attaccante dei miei sogni”.

L’anno di grazia 1965 si conclude con lo spareggio per l’accesso ai mondiali 1966. Avversario è il Belgio, dominato per 2-1 dalla Bulgaria con un Asparuhov autore di una doppietta e protagonista di uno dei suoi migliori match di sempre.

Gundi e la Bulgaria tornano in Inghilterra due anni dopo a Wembley in un’amichevole contro i neo campioni del mondo. Nell’1-1 finale realizza una rete memorabile. raccoglie la palla nella propria metà campo, supera due avversari in velocità e infila la porta inglese appena dentro l’area di rigore. Nell’aprile dello stesso anno Asparuhov incrocia anche la nazionale italiana per i quarti di finale di Euro 68 ma la Bulgaria viene eliminata con un aggregato di 4-3 per gli azzurri.

Il 1970 rappresenta l’anno dei suoi terzi mondiali, ma Gundi arriverà all’appuntamento tormentato da una serie di infortuni. Questa volta l’urna si dimostra benevola verso i bulgari che oltre alla Germania Ovest si ritrovano i comprimari del Perù e del Marocco. Arriverà invece l’ennesima delusione, frutto di due sconfitte contro andini e tedeschi e di un anonimo pari contro i nordafricani.

Per i tifosi del Levski il 30 giugno 1971 è una data tragica. Asparuhov e il collega Nikola Kotkov rimangono vittime di un incidente stradale nei pressi di Vrassa. La loro automobile si schianta contro un autotreno ed i due calciatori muoiono carbonizzati prima che i soccorritori possano intervenire. Una morte assurda, prematura e devastante per il movimento calcistico bulgaro ma anche per il calcio internazionale. Mezzo milione di persone parteciperanno ai suoi funerali facendo entrare di diritto Gundi nell’Olimpo del calcio mondiale.

I suoi numeri sono impressionanti: in soli 11 anni di carriera professionistica ha collezionato 326 partite e 209 reti tra Botev e Levski, in nazionale 50 presenze e 19 reti, ha partecipato a 3 mondiali di calcio, ha vinto 3 campionati e 4 coppe bulgare oltre ad una nomination al Pallone d’Oro. Tanto da vedersi dedicare il nome dello Stadio del Levski oltre ad un ricordo imperituro da parte del popolo bulgaro.

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