ciclismo

Passo Gavia, 5 giugno 1988. Questo non è solo il racconto di una tappa, ma anche un pezzo di storia del ciclismo. Quel 5 giugno il Giro d’Italia parte da Chiesa Valmalenco e arriva a Bormio: dopo l’Aprica, c’è da affrontare il Gavia, una salita che mette paura a tutti, con poco asfalto e molto sterrato, con tornanti secchi e una pendenza che arriva al 16 per cento. Una tortura infinita di 12 chilometri: perché dopo il tratto iniziale, appena fuori Ponte di Legno, una volta passata Santa Apollonia, non lascia mai il tempo di un respiro per riprendere fiato.

Tempo pessimo e sulla salita del Passo Gavia i corridori trovarono una bufera, ma i problemi maggiori furono in discesa. La tappa la vinse l’olandese Erik Breukink e la maglia rosa andò allo statunitense Andrew Hampsten, che la tenne fino alla fine. In fuga, anche l’olandese Johan van der Velde, che ebbe  un principio di assideramento, che lo costrinse a entrare in un camper per scaldarsi: arrivò al traguardo 46 minuti dopo Breukink.

 

 

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