Domenico “Mimmo” Zampolini, da Spoleto, si affermò a Rieti, insieme a Brunamonti, suo quasi coetaneo e conterraneo umbro, anch’egli spoletino. Zampolini imperversò in Sabina fino al ’79, quando Rieti fu costretta a cederlo al Rimini per più di duecento milioni.  
Due anno eppoi la Scavolini Pesaro dove, in dodici campionati, avrebbe vinto due scudetti, due Coppe Italia e una Coppa delle Coppe. 

Lo Zampolini di Rieti era un giocatore diverso, già eccellente nel tiro da fuori, giostrava da ala veloce, capace di stoppare chiunque. Si esibiva in  poderose schiacciate. A Pesaro mutò lo stile di gioco, con una decina di chili di muscoli un più. Diventò meno spettacolare, ma sempre più forte sotto le plance e nel tiro da tre punti. Si ritirò nel 1993.

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