Giro d’Italia 1970, Passo della Colla: attaccò da solo, poi gli dissero che stava arrivando un altro: era Vittorio Urbani, il ragazzo di “Pratoleva”, della Filotex. Proseguirono insieme,  ma Urbani gli consigliò di andare più piano. Paolini non gli dette retta e passò al Gran premio della Montagna da solo, con più di tre minuti sul gruppo. Mancavano ancora quindici km di discesa e venti di pianura. Il panino gli sfuggì di mano e cadde, mentre l’ammiraglia del suo direttore sportivo fuse il motore. Rimase da solo e senza cibo, mentre ogni chilometro sembrava durare un’eternità. All’ultimo chilometro senti le sirene della polizia che precedevano il gruppo, non andava più avanti. Una bambola terribile. Ai trecento metri il gruppo stava per riprenderlo: lui mise i piedi a terra e guardò la volata, vinta da Dancelli. De Zan lo chiamò sul podio insieme a Dancelli, il quale era più dispiaciuto per Paolini che contento per sè stesso.  Non si trattenni più e scoppiò a piangere in diretta tv.

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