pallone

Erano gli anni dei pantaloni a “zampa di elefante” – per i pochi che aderivano a quella brutta moda – e delle targhe delle auto alterne per poter viaggiare la domenica. Erano gli anni in cui i giovani erano sereni e si divertivano negli Oratori, si divertivano andando a vedere anche le partite dei tornei cittadini. A Viterbo ce n’erano molti. Ad esempio c’era il Torneo degli Enti, che si giocava al campo di Pianoscarano e che aveva sempre tra le favorite la SIP (antenata dell’attuale Telecom) del bomber Bruno Olivieri, l’Ospedale di Canavacciuolo, o il Comune di Viterbo con l’elegante difensore Pepe. Ne venivano fuori partite piacevoli e – sulla tribunetta in tufo – anche uno spaccato sociale che da solo valeva il prezzo di un biglietto che… non si pagava. sisteva pure il torneo dei bar, di cui ricordiamo una accesa finale  vinta  dal  San  Faustino  del  grintoso  libero  Fernando Nobili.  Eppoi  il  torneo  dei  Rioni,  quando  ancora  il  valore dell’appartenenza alle varie zone della città era molto sentito. Tra  gli “avventori” si aggirava puntualmente un personaggio caratteristico, Peppe “Tramontana”, che vendeva “bruscolini” nei “cartoccetti”, contenitori a forma di cono fatti al momento. Tutta la “merce” del venditore era contenuta in una scatola di cartone legata con uno spago e, quando stava per andarsene, ricordava  a  tutti  i  presenti  di  sbrigarsi,  perché  “il  negozio chiudeva!”

 

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