Sembra ieri, quando, ad Acquapendente, si componeva il bagaglio della gioventù del giovane cronista. Momenti che sembravano darei una carica incredibile, che facevano sentire più maturi, ma anche un po’ bambini, per l’entusiasmo che creavano interiormente.

Ricordiamo una domenica d’estate, inviati della Nazione – il giornale – per l’amichevole tra il Grosseto e la Ternana, quella di Sorbi, il giocatore più rappresentativo. Era una amichevole importante, tra sue società abituate alla realtà della serie C e – nel caso della Ternana – anche altro. Pranzo sul lago, ma non dalla parte più nota, più frequentata. Una specie di baracca sulla sponda opposta, con un pranzo tradizionale, di piatti tipici e una vespa “ribelle” che volle lasciare il proprio – sgraditissimo – ricordo in uno dei commensali.

Sembra ieri, ancora ad Acquapendente, una partita della Viterbese, in campo neutro, per ben due volte a distanza di poco meno di venti anni. Una volta nel ’74, quando il giovane cronista, a nord di una Fiat 500 usata, anzi usatissima, con il semiasse in sofferenza, impiegò quasi due ore per tornare a casa, non senza la paura di rimanere per strada.    

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