IL GIUDIZIO DI RODOLFO COCCIA, GIORNALISTA, SCRITTORE E AMICO D’INFANZIA DELL’AUTORE DI “SOGNI, BISOGNI & SPORT”

Ciao Claudio, sono rimasto con la bottiglia vuota e la fetta di limone nel collo “mezza ciancicata “. Il tuo libro me lo sono stirato e centellinato, succhiando le tue memorie, stranamente comprensive anche per me, digiuno di sport da sempre. Magia di quegli anni settanta che si facevano avventura anche su cose che non seguirvi. Ma non c’è solo lo sport in questo libro: ci sono sogni e sentimenti che, per un periodo di vita, abbiamo condiviso (ricordo sempre l’ occasione mancata di essere figurante nel film Casanova, perché in quei giorni ero fuori con i miei), ma anche ritrovare passioni comuni come quella per Nada (nonostante il mio genere musicale fosse orientato verso altri panorami) che ho visto più volte, ma anche Marisa Sannia. Eppoi tu i fiocchini (papillion) te li facevi rigorosamente da te? Io li ho tutti da annodare e pochissimi quelli già fatti. Quante altre cose posso dirti del libro, del capitolo dedicato a tuo padre. Bello il primo viaggio a Roma con tua madre e lo spazio dedicato ai tuoi amori. Eppoi Natale. Pensa che da dieci anni, tra le mille mie passioni, c’è anche quella della ricostruzione del mio scatolone dei giocattoli. Nei mercatini o su Internet, appena ne trovo uno della mia interminabile lista lo compro, per ritrovare quella sensazione di stupore e meraviglia del sogno, mai sopito di quegli anni della nostra infanzia e poi adolescenza. Adesso basta, altrimenti non mi fermo più. Un’ultima cosa prima di buttar via il vuoto della gassosa io il tappo fetta di limone me lo mangio: fa digrignare i denti, ma è piacevole come nel sogno ritrovare la freschezza. Ciao, buona presentazione del libro. Rodolfo.

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