IL RAGAZZINO VITERBESE CHE ANDAVA A SCUOLA IN VIA CATTANEO, DIVENTATO CAPITANO DI UNA STORICA SQUADRA COME QUELLA DI CANTU’

Il presente incuriosisce, nel mondo del basket, soprattutto chi, come noi, ha visto da ragazzino entrare per la prima volta a scuola, in prima media, Andrea La Torre. C’era già chi intravedeva in lui doti di possibile cestista, ma probabilmente in pochi avrebbero pensato addirittura al futuro capitano della squadra di Cantù, indossando quella storica casacca che fu di monumenti nazionali quali Marzorati, Riva e Recalcati Andrea è cresciuto in fretta. Ha terminato le scuole medie diventando sempre più alto, studiando quanto poteva, attratto soprattutto dalla pallacanestro. Con quella folta capigliatura riccioluta, poi ridimensionata nel tempo, quando ha cominciato a far passi in avanti nel basket nazionale.

Dalla Stella Azzurra Roma alll’Olimpia Milano, che lo mette sotto contratto a soli diciotto anni.  Molti prestiti e tanta gavetta, finchè il coach Brienza inizia a dargli fiducia, a Cantù, lanciandolo nel quintetto base. Il giovane viterbese inizia a mostrare le sue qualità difensive, ritagliandosi un ruolo ben preciso in squadra. Con impegno e dedizione, con cuore e difesa, si è preso il rispetto di compagni e tifosi. Ci è voluto forse più tempo del previsto, ma il bilancio ha cominciato a farsi assai gratificante. Allenandosi forte, guadagnandosi uno spazio ragguardevole, anche dando qualcosa di più in attacco. La difesa gli è sempre piaciuta di più, ma il suo desiderio, di migliorarsi su tutti i fronti, lo ha fatto crescere. Senza voli pindarici, senza sogni inutili, vincendo la titolata concorrenza per la fascia da capitano. Non una cosa di poco conto, per quel ricciolino che varcava il cancello della scuola media di via Cattaneo.

DAL LIBRO “SOGNI, BISOGNI & SPORT”

error: Content is protected !!