di Guido De Alexandris

Nel cortile, ad esempio, della parrocchia di San Marco, dove si entrava per un portone della salita di Santa Rosa. Giocavamo nei giorni che non avevamo allenamento e la domenica pomeriggio. Io, Fabrizio Fioretti, Bruno Buratti, Piergiorgio Bellacima e il resto del nostro gruppo. Addirittura Bellacima monto’ l’impianto di illuminazione, con un cavo appeso alle pareti perimetrali con delle normali lampadine. Serviva per giocare la sera, quando era calata la luce solare. E allora altre ore e ore a giocare a basket! I tabelloni di legno erano infissi sulle pareti, visto che il cortile della parrocchia era tutto circondato da abitazioni. Le retine riuscivamo ad avere quelle del campo di Porta Fiorentina che venivano cambiate e quindi ormai inutilizzate, ma a noi andavano bene lo stesso. Con quel gruppo di amici costituimmo la squadra (la San Marco, appunto) e partecipammo ai tornei estivi che venivano organizzati al campo – allora all’aperto – dell’oratorio della Verità

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