Nella fredda alba del centro Italia del dicembre 1976 un gruppo di militari, appassionati di sport, misero la sveglia eppoi si accalcarono tutto attorno ad un piccolo televiore portati. Distesi, rannicchiati, come potevano, sulle varie brande della stanza.

C’era da vedere l’estremo tentativo di vincere il Mondiale di Lauda, reduce dal terificante incidente in Germania, in cui rischiò di perdere la vita tra le fiamme della sua auto. Si giocò tutto al suo ritorno e in quella piovosa giornata in Giappone. Lauda era in vantaggio di soli tre punti su Hunt: al secondo giro rientrò ai box e comunicò ai tecnici Ferrari che si sarebbe ritirato perché era troppo pericoloso correre. Nessuno seppe mai dire se era un dato davvero oggettico o il terrore giustificatissimo di chi aveva già visto la morte in faccia e ne portava i segni sul volto.

Dopo una gara molto complicata e corsa al limite, Hunt arrivò terzo con la sua McLaren ottenendo i punti necessari per diventare il nuovo campione del mondo.  

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