VITERBO – La temperatura torrida del pomeriggio non ha impedito di sfoggiare un look di classe ad Alessandro Dal Canto, che si è presentato nella Sala Regia del Comune di Viterbo in elegante completo blu, con cravatta intonata. Disinvolto, pronto a dire la sua, a rompere il lunghissimo silenzio e a presentarsi per la prima volta a Viterbo, con la sciarpa gialloblu al collo e un sorriso sulle labbra che non guasta mai, in questi casi.
L’impatto, quindi, è apparso positivo, anche se poi sarà il lavoro di tutti i giorni a farlo conoscere totalmente, a far vedere agli appassionati della Viterbese quale sarà il suo credo calcistico, quale sarà il suo modulo effettivo, anche se, pure in questa occasione, non ha negato una simpatia per il 4-3-1-2. Per la prima volta, però, ammette che “si può giocare pure con tre davanti, oppure con un 4-4-2: di certo non andrò a snaturare le caratteristiche di un giocatore solo per inserirlo in un tipo di schema, mettendolo in difficoltà con cose che non sa fare bene”.
La “corsa” di Dal Canto, quindi, è lanciata, in primis dall’entusiasmo del presidente Romano, che l’ha scelto in tempi non sospetti, con largo anticipo. L’allenatore veneto vuole cancellare l’esperienza di Livorno, ma, probabilmente, ne vivrebbe volentieri una simile a quelle di Arezzo e Siena, dove si è trovato bene.
Insomma, sembra che per questo e altri argomenti ci sia ancora tempo per pensarci: Dal Canto pensa al raduno, ai Monti Cimini, alla sede del ritiro di Soriano nel Cimino, che visitò in avanscoperta, quasi due mesi fa, quando venne a Viterbo per accordarsi. Dal quindici luglio quel proscenio sarà tutto suo, decisamente suo! 

CDS
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