Sospinti da uno storico Giannis Antetokounmpo, i Milwaukee Bucks hanno conquistato il secondo titolo Nba della loro storia (mancava da 50 anni, dal 1971), battendo in casa 105-98 i Phoenix Suns e vincendo 4-2 le finali al meglio delle 7 gara. Il “Re dal cognome impossibile”, l’ala greca, ha spadroneggiato per l’intera gara, realizzando una delle prestazioni più eclatanti della storia dell’Nba con 50 punti, 14 rimbalzi e cinque stoppate. Soltanto altri sei atleti c’erano riusciti in una finale, nella storia americana. Il trionfo di un ragazzo che ha davvero conosciuto la sofferenza da bambino, insieme alla sua famiglia, scappata dall’Africa alla ricerca di un futuro.

Il percorso che ha portato Antetokounmpo a diventare campione NBA è stato lungo e non privo di difficoltà fuori e dentro il parquet. Tante persone hanno contribuito a creare una mentalità umile, affamata, mai proiettata al futuro e mai comodamente seduta sulle imprese passate. Rendendolo splendida persona, prima ancora che grane atleta.

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