Nico Mannion, 6-: La brutta copia del “rosso di ghiaccio” della Serbia. Forse la giovane età gli gioca un brutto scherzo, ma avrà modo di metabolizzare subito l’atmosfera olimpia.  Comunque, anche 10 punti e 7 assist.

Danilo Gallinari, 7: In difesa è spesso in ritardo, sembra quasi un corpo estraneo, ma nel finale spicca il volo e segna il canestro che chiude definitivamente il match.

Simone Fontecchio, 7: 20 punti e 5 triple, confermando tutte le belle cose già viste al Preolimpico e prende per mano la squadra insieme a Tonut, Melli e Gallinari, quando più conta.

Nicolò Melli, 7: L’inizio sembra quello del Preolimpico, con tante difficoltà. 5 punti consecutivi nel momento decisivo. Un finale in cui sembrava spiritato, prende anche l’anello col tiro sulla sirena da sotto il proprio canestro.

Riccardo Moraschini, 6: A Belgrado quasi non aveva giocato, a Tokyo viene buttato nella mischia e ripaga con 8 punti.

Alessandro Pajola, 6+: Messo dentro per difendere su Lo, in serata di grazia, gioca un finale in cabina di regia superiore al livello di Mannion.

Achille Polonara, 5: 0 punti, con 0/6 al tiro: riscattarsi contro l’Australia.

Amedeo Tessitori, 5: Poco più di 4′ in campo nel primo tempo, tra palle perse e tiri sbagliati.

Stefano Tonut, 7: Emerge nel secondo tempo quando propizia la rimonta azzurra tra canestri e difese importantissime. 

Michele Vitali, 5.5: In campo in totale 7′ e gioca una partita non sufficiente.

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