LA SUA STORIA DI GRANDE PALLAVOLO …

Paolo Tofoli ha fatto una scelta, quella di andare ad allenare al nord, molto lontano da Tuscania. a San Donà di Piace. Nato il giorno prima di Ferragosto a Fermo, fece il suo primo grande salto di qualità approdando a Padova. Lì si affermo “Paolino”, vezzeggiativo di uno che non era affatto basso, con  i suoi  188 centimetri di statura, ma, rapportato alla stazza dei suoi compagni, sembrava diventarlo anche un po’. Il Tofoli allenatore, quello di Tuscania, è anche il frutto di quelle esperienze lì, di quando andava ad “armare” le “bocche da fuoco” della nazionale, che prendevano il nome di Lucchetta, Bernardi, Cantagalli, Gardini e Zorzi. Fa tutto parte del passato delle grandi vittorie, ora c’è il presente. Quello di Zorzi giornalista, con la passione per la recitazione teatrale, di Masciarelli imprenditore, di Bernardi allenatore, di Pasinato impiegato nel ramo delle assicurativa, di Martinelli impegnato in quello dei giocattoli.

Ma il passato fa spesso la parte del leone. Con Velasco, tecnico argentino in panchina, e Tofoli a dirigere il gioco sul parquet,  l’Italia che va all’assalto del mondo, scendendo nell’infuocata Rio de Janeiro, dove la “torcida” brasiliana vuole spingere i propri beniamini alla conquista del primo titolo iridato, un sogno che si interrompe in semifinale proprio di fronte all’Italia.  A livello di club, Tofoli non potè rinunciare all’offerta della Sisley Treviso, dove approdò assieme a Bernardi e Cantagalli, in un ’94 da favola, in cui, oltre al successo con la Nazionale, si aggiudicò scudetto, coppa delle Coppe e Super coppa Europea. Sentendolo raccontare alcuni di quei momenti è assai piacevole, ti avvicina di più alla pallavolo. La sua apparente pacatezza, quella che mostra nelle attuali vesti di allenatore, si mescola con un picco di adrenalina e di voce che si impenna improvvisamente, quando ricorda aneddoti, anche sconosciuti, dell’esperienza di giocatore avuta insieme a Velasco, personaggio anche discusso, ma che di sicuro ha portato qualcosa di importante nel movimento sportivo generale italiano, tanto è vero che, successivamente, fece anche il dirigente del calcio.

(DAL LIBRO “SOGNI, BISOGNI & SPORT)

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