Paola Pigni, la compianta campionessa dell’atletica. poi giornalista: non immaginavo potesse essere approdata pure al mondo della “picchiata e dell’appoggio”.

Carmelo Maccarone, me la presentò a Montefiascone, dopo una importante manifestazione nazionale, con un pizzico d’orgoglio. E allora scoprii che la Pigni era entrata nel firmamento delle bocce “quasi per caso. Lavoravo in RAI – mi disse – e poche persone accettavano di buon grado di occuparsi dei cosiddetti sport minori. Scelsi quel settore ed andai a ricercare in quali di essi l’Italia aveva conquistato più allori ed avesse il numero più elevato di tesserati. Scoprii che erano proprio le bocce. Mi ci buttai, scoprendo anche che si trattava di uno sport bellissimo, con caratteristiche universali, con regole che valgono per tutti alla stessa maniera, sia per i giovani che per i più adulti”.

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