Inizia male l’avventura di Raffaele sulla panchina della Viterbese, battuta da un Grosseto che ha dato molto di più in campo, dall’inizio alla fine, mostrando la giusta continuità e determinazione, che ha permesso ai Maremmani di rubare palloni e difendere quelli di proprio possesso.
Nessuno si aspettava la bacchetta magica dal tecnico siciliano, ma di vedere qualcosina in più dalla Viterbese, sì. Ci contavano in molti, a cominciare dal delusissimo presidente Romano, in quello che poteva considerarsi un altro “spareggio” per la salvezza. Qualche piccola modifica, la difesa a quattro, Adopo e Foglia titolari, ma nulla che potesse trasformare “l’anima” di una Viterbese, che dà l’impressione di non rendersi conto di essere ultima in classifica. Prosegue anche l’equivoco del tridente offensivo, che mostra incompatibilità tra i tre protagonisti.
Insomma, nessuna sferzata nell’atteggiamento in campo della quadra, quella che di solito si registra in occasione del cambio dell’allenatore. La Viterbese è rimasta spenta – come lo era con Dal Canto in panchina – e il Grosseto ha raddoppiato le proprie energie intravedendo la prima vittoria stagionale. Fratini e Serena hanno maramaldeggiato a centrocampo: il primo, poi, ci ha aggiunto la “chicca” personale del gol, una staffilata da fuori area (29′ st) infilatasi alla sinistra di Bisogno, dopo aver cozzato sul palo. E’ il culmine di un altro pomeriggio da dimenticare: gioisce il Grosseto, si sente umiliato il presidente Romano che ha dichiarato di “essersi vergognato di essere il presidente della Viterbese”.

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