Un vento maestrale per niente caldo, ieri mattina, al Pilastro, operoso quartiere, molto animato in quelle ore, con i tre ordini di scuole che si apprestano alle verie uscite e, quindi, con tanti genitori e nonni che cominciano ad affollare la zona. Eppoi c’è la farmacia, che lavora sempre molto, ancor più da quando effettua pure i tamponi. Ecco, uno spaccato della Viterbo di sempre, quella tradizionale, quella dei racconti di ieri, quella che si divertiva a vedere gli allenamenti della Viterbese, che si allenava sul campetto in terra ubicato dove oggi c’è la tribuna ospiti, per poi, il giovedì, effettuare l’immancabile partitella contro la juniores. Ma non finisce lì, perchè nell’attuale spazio occupato dal parcheggio per le auto dei giocatori, c’era un altro spazio in terra, dove era stato ricavato un campetto di calcio-tennis, con sfide all’ultimo “sangue” – due contro due, tra risate e anche qualche parolaccia. Molti di quei protagonisti di allora, poi, una volta lasciato lo stadio, terminava il pomeriggio con la partita di biliardo, al bar di Pasquale.

Ah, che bello ricordare, che bello che sia stata la colonna sonora di tanti ragazzi di allora, che ci si divertisse così tanto, con la Viterbese.

Adesso è molto diverso, anche per il momento difficile – ma non solo – della Viterbese, che ieri ha lavorato in doppia seduta sul sintetico del Pilastro e che deve pur sempre preparare la partita, la trasferta di sabato prossimo a Modena.

Ma se è vero che le cose migliori le ha fatte dopo un flop, andando da sfavorita a prendere un punto a Pescara, può anche darsi che da sfavoritissima, oltre che ultima in classifica, riesca a far qualcosa di buona anche a Modena.

Ci vorrà fortuna, ma anche gli uomini “migliori”, che, visto quelli che hanno giocato col Grosseto, dovrebbero essere molti di coloro che sono andati in panchina!

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