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DOCCIA FREDDA PER IL CIVITA CASTELLANA NELLO SPAREGGIO CON LA MELETOLESE

ERA IL GIUGNO DEL 2005…..

P.I. CIVITA CASTELLANA 0 MELETOLESE 3

P.I. CIVITA CASTELLANA: Nanni, Quadrini (1’ st Ciocchetti) Bianchi, Mazza, Cesarini, Mascarucci, Mangialetto, Valentino, Bizzarri, Santoprete (17’ st Graziani), Ugo Francis. A disposizione: Fresa, Cruciani, Donnici, Luciani, Scaricamazza. All: Volpi

MELETOLESE: Artich, Lusiardi, Ragni, Gozzi, Chierici, Casanova, Sow, Piciaccia (42’ st Pellegrini), Pellacini Fa. (36’ st Tinelli), Cozzani (10’ st Rocca), Martignoni. A disposizione: Finardi, Rabitti, Monica, Pellacini Fr. All: Abbati 

RETI: 21’ pt e 24’ st Martignoni (M), 45’ st Gozzi (M)

AMMONITI: Valentino (C), Bizzarri (C), Rocca (M)

NOTE: Angoli 6-4 per il Civita Castellana. Spettatori circa 800, con un centinaio di rappresentanza ospite. Recuperi: pt 1’ st 4.

VIGNANELLO – China la testa il Civita Castellana e lascia il posto per la serie D alla Meletolese. Troppo male ha giocato la formazione di Volpi per sperare di ribaltare la sconfitta di misura dell’andata. Ha costruito poco e sbagliato molto, mettendo così su un piatto d’argento la posta in palio ad una Meletolese apparsa tutt’altro  che trascendentale.

I Civitonici sono sembrati subito molto nervosi ed hanno anche tatticamente pagato l’inferiorità numerica a centrocampo, dove i tre uomini di Volpi hanno lasciato spazio agli avversari. Avrebbero potuto recuperarlo con il tridente d’attacco, ma il giovane colored Francis è apparso subito nella giornata-no, come d’altronde gran parte dei suoi compagni di squadra.

La gara si è sbloccata mentre in tribuna si registrava un fuggi fuggi generale per via di un acquazzone arrivato all’improvviso su Vignanello: sul filo di un fuorigioco abbastanza macchinoso si è infilato il contropiede di Martignoni, che ha bruciato i padroni di casa.

Il Civita Castellana ha accusato il colpo, si è innervosito ancor di più, ma, comunque, avrebbe avuto il modo di riaprire l’incontro allo scadere, quando il bomber Bizzarri ha sbagliato una favorevole occasione davanti al portiere avversario.

Sembrava un Civita Castellana diverso, però, quello sceso in campo dopo l’intervallo. In effetti Cesarini e compagni hanno premuto per una ventina di minuti sulla Meletolese, mettendola quasi alle corde con un’occasionissima di Santoprete deviato in angolo miracolosamente.

Poi, invece, ha segnato di nuovo Martignoni e la luce si è spenta: il numero dieci gialloblu è partito ancora in contropiede sulla sinistra ed ha beffato Nanni con un diagonale sul palo lungo.

La gara finisce virtualmente qui e sono in pochi a prestare attenzione alla gran botta che s’infila all’incrocio dei pali tirata da Gozzi, prima che i suoi esplodano nella festa, dell’aggancio alla serie D, un evento storico per un piccolo paesino di seicento anime.

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SPOGLIATOI

VIGNANELLO – La festa degli Emiliani e l’amarezza del Civita Castellana. Stavolta, rispetto ad altre, non c’è nulla da recriminare: la resa è stata evidente.

“Ne prendiamo atto – dice il presidente Ciappici – pur con tutto il dispiacere per qualcosa che sembra stregata, per qualcosa che ci va male ormai da troppo tempo.

Il responso del campo, però, non ammette alibi e rendiamo onore ai nostri avversari che ci hanno battuti.”

Dei giocatori nessuno se la sente di parlare: troppo grande la delusione, anche per uno abituato a mille battaglie come Max Bizzarri, letteralmente chiuso nel suo accappatoio avana sul portone che porta agli spogliatoi.

Saluta con cortesia i cronisti, ma di parlare della gara proprio no. Lo fa, invece, il direttore sportivo Manfra, che non usa certo metafore per manifestare tutta la propria rabbia.

“Se avessi giocato io – ha detto Manfra – non avrei perso! Abbiamo dimostrato di avere molta gente senza i cosiddetti, che se gioca un’amichevole o la Coppa dei Campioni riesce a sbagliare l’approccio alla gara.

Abbiano sbagliato tutto ed alla fine ci siamo fatti fare tre gol da un’avversaria che rispetto molto e a cui auguro le migliore fortune, ma non era certo un complesso si marziani e si sarebbe potuta battere tranquillamente.”

Non lo dice apertamente, ma dà l’impressione di non aver condiviso neanche alcuni cambi, come, del resto, molti degli sportivi in tribuna, così come dei tanti addetti ai lavori giunti fino a Vignanello dalle zone limitrofe e dalla capitale.

Potrebbe essere la fine di un ciclo, potrebbe essere stata l’ultima gara in panchina per Volpi, dato ormai per certo alla Sorianese. Anche per molti rossoblu potrebbe essere stata, contro la Meletolese, l’ultima maglia indossata prima di passare ad altri lidi.

Questo clima di depressione stride rispetto all’ovvia gioia degli Emiliani e del suo tecnico Abbati, giunto alla seconda promozione della sua carriera.

“Siamo stati in salute ed abbiamo corso – ha detto l’allenatore della Meletolese – fino all’ultimo minuto e questa è una gran cosa per una squadra che aveva prima dominato eppoi inseguito a lungo durante il campionato, perdendolo per un sol punto.

Siamo stati perfetti in questa occasione e tutti hanno saputo dare il massimo nella loro zona del campo.”

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