1974: Brasile-Olanda, del 3 luglio al Westfalenstadion di Dortmun

di Massimo Prati
 
A quello scontro il Brasile e l’Olanda arrivarono a pari punti nel girone. Il Brasile aveva vinto uno a zero con la Germania Est e due a uno con l’Argentina. L’Olanda aveva vinto quattro a zero con l’Argentina e due a zero con la Germania Est.
Di fatto, la partita tra brasiliani e olandesi era lo scontro decisivo sulla strada della finale e, in effetti, di vero scontro si trattò, nel senso più fisico del termine, con placcaggi e colpi degni di praticanti di arti marziali.
Ci furono solo tre ammoniti e un espulso per il Brasile e due cartellini gialli per gli olandesi. Ma, a termini di regolamento, le sanzioni avrebbero potuto essere molte di più.
Come ho detto, nei due match precedenti il Brasile aveva ottenuto due vittorie di misura. L’Olanda invece aveva vinto le sue due partite segnando sei gol senza subirne nessuno.
Il pareggio sarebbe potuto andare bene ai “tulipani”. Ma, nel secondo tempo, gli Orange risolsero la partita.
Sugli sviluppi di un calcio di punizione, battuto a centrocampo da van Hanegem, e grazie ad una triangolazione con Cruijff, Neskens si ritrovò in area davanti al portiere, anticipò in scivolata il difensore brasiliano Luís Pereira e superò il portiere Leão con un tiro di destro.
Era il 50′. Un quarto d’ora dopo sarebbe arrivato il raddoppio olandese: discesa sulla fascia sinistra di Krol, cross verso la porta avversaria e Cruijff che dal limite dell’area piccola la mette dentro al volo di destro.
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