PAZZAGLIA, POCHI GOL A VITERBO, MA BOMBER ALTROVE …

Ci sono stati molti attaccanti che alla Viterbese hanno segnato poco, sorprendendo, perché erano reduci da stagioni assai più prolifiche, altrove. Uno di questi è Simone Pazzaglia, che arrivò al secondo anno di serie C2, negli anni novanta. Gli amanti del calcio gialloblu erano abituati prima, con le reti di Cpzzella nei due anni precedenti. Pazzaglia era preceduto da una buona fama, ma a Viterbo non riuscì’ a segnare più dei due gol, lasciando ai compagni di squadra, Martinelli e Balducci – che erano bravissimi, non esattamente dei bomber – il compito di tenere altro il volume del reparto offensivo della squadra che Morrone sfiorò i playoff.

Pazzaglia si è, successivamente, guadagnato l’appellativo di “uomo delle finali”, soprattutto per quello che riuscì a fare a Pesaro, ottenuto due promozioni, prima dall’Eccellenza alla D, poi dalla D alla C. Adesso fa l’allenatore e ci tiene a dare un tocco in più alle sue squadre, con un modo di concepire l’incarico anche per ciò che aveva imparato.  prima a Perugia, da Castagner e da Novellino – poi con Sarri, che allenava la Sansovino e mi ha spesso cercato per portarmi nella sua squadra. Gli capitò spesso di seguire i suoi allenamenti.

E chissà che prima o poi non possa anche sedere sulla panchina della Viterbese. Magari sarà più facile per lui darsi una spiegazione di quella stagione trascorsa nella città dei Papi, quando ci rimaneva male ogni volta che si mangiava un gol e che il portiere avversario gli parava un tiro che sarebbe potuto essere vincente. Digeriva anche poco i voti delle pagelle, ma quella è un’altra storia.

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