IL CALCIO CHE RIESCE A TRASFORMARE UN FALLIMENTO IN UN TRIONFO …

Il pallone è anche questo e forse è così amato pure perché sa trasformare le cose, purché ci sia la passione giusta. Viterbo che aveva aspettato impaziente il quattordici maggio, che nei due precedenti playout aveva invece giocato la gara decisiva in trasferta. Andò male a Tolentino e andò male a Viareggio.

La Palazzina si è riempita, come se in palio ci fosse stata una una finale per andare in serie B, ma d’altronde il rischio della retrocessione era troppo insopportabile per non spingere tutti a vivere l’evento al massimo. Con un simile supporto la Viterbese ha trovato quelle energie fisiche e nervose in più, quelle mancate per tutto il campionato tra le mura amiche. Il campo non mente. La Fermana si è confermata inferiore tecnicamente. D’altronde non sarebbe arrivata penultima se così non fosse stato. In più, gli errori commessi sette giorni prima dalla panchina gialloblu, stavolta sono stati a carico dell’allenatore dei Marchigiani, che sono retrocessi mestamente, pur di fronte a seicento sportivi giunti fino alla città dei Papi.

Tutti a far festa, quindi, come se si fosse vinto qualcosa di imponente. E solo il calcio riesce a fare qualcosa di genere, a trasformare un fallimento in un trionfo, a cancellare in un attimo pagine brutte in un capitolo bello, come quelli delle favole che si leggevano ai bambini di una volta, prima che venissero sostituiti dai cartoni animati.

Bisognerebbe scomodare fior di sociologi per capire il motivo di una metamorfosi così clamorosa, quella che ha il potere di far dimenticare tutto.

Sicuramente, a mente fredda, Romano avrà rivisitato la travagliata stagione e dopo la gioia incontenibile avrà potuto trarre vantaggio dagli errori commessi, quelli che hanno generato per mesi la grande paura di veder crollare tutto il progetto-Viterbese, cosa che sarebbe probabilmente accaduta in caso di retrocessione. Un fallimento scongiurato, con quella serie C mantenuta, che Viterbo, come dice Alessandro Ursini, il team manager della gestione-Romano, “si tiene ben stretta!”

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